Cittadinanza Attiva - Zarepta
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Cittadinanza Attiva

LAVAGGIO STOVIGLIE NELLA SCUOLA (inserimento lavorativo e attenzione all’ambiente)

Da settembre 2015 partirà il progetto sperimentale di lavaggio delle stoviglie all’interno delle scuola medie Giulio Cesare di Savignano. La consapevolezza nata, in particolar modo in alcuni docenti, circa il massiccio utilizzo di plastica per il servizio mensa che avviene due volta a settimana per circa 80 ragazzi ogni volta, ha fatto sì che nascesse l’idea di reintrodurre le stoviglie di coccio all’interno dell’istituto medie. Affinché l’idea si realizzasse si è lavorato d’intesa tra docenti, amministrazione e privati ed altri enti inseriti all’interno dell’istituto scolastico svolgenti altre mansioni ed a settembre 2015 è partito il progetto sperimentale.

Da ciò è derivato anche l’inserimento lavorativo di una persona in attuale difficoltà economica che percepisce un piccolo contributo per svolgere detta mansione.

UN MONDO A TAVOLA

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L’esperienza di doposcuola ci ha catapultati in un mondo meraviglioso e ricco fatto di incontri, di persone, di culture lontane e diverse. Abbiamo toccato con mano la difficoltà di conoscere e quindi accettare l’altro sia esso un bambino o un adulto e la difficoltà loro di inserirsi in un contesto sociale spesso ostile e ricco di pregiudizi.

 

Per tentare di abbattere questi muri, queste diversità abbiamo cercato di coinvolgere le famiglie immigrate nel progetto “un mondo a tavola” che mira a far conoscere l’altro e la sua cultura attraverso il cibo; si organizzano così aperitivi o momenti di condivisione e festa, si partecipa ad iniziative altrui creando un ricco buffet etnico.

PAGAMENTO SOLIDALE

Il pagamento sociale rientra tra gli ideali fondanti dell’associazione ed è strettamente collegato al servizio educativo del doposcuola “apertamente”. La nostra idea è che tutti i bambini abbiamo diritto di poter partecipare all’esperienza di centro pomeridiano o per necessità prettamente scolastiche o per ragioni di integrazione con i propri coetanei. Non possiamo negare a nessuno di potersi migliorare a scuola, d’aver un aiuto in più per abbattere le difficoltà linguistiche e soprattutto non possiamo negare ai piccoli la possibilità di giocare o di fare esperienza significative. Per questo motivo ogni bambino che ne faccia richiesta viene inserito all’interno del progetto educativo “apertamente” a prescindere che la famiglia (italiana e straniera) abbia le possibilità economiche di corrispondere la quota di partecipazione. Allo stesso tempo vogliamo allontanarci dall’aiuto come puro assistenzialismo…da qui l’idea del pagamento sociale: si conosce ed ascolta la famiglia, le motivazioni che la spingono a voler inserire i propri figli all’interno del progetto poi è la famiglia che decide con le responsabili quanto versare di retta, la restante parte viene “convertita” in disponibilità a svolgere ore di volontariato attivo o all’interno dell’associazione o a supporto di attività svolte da altre strutture.